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Do,re,mi,fa,sol,la… si ma con lo studio?


La musica è uno strumento molto potente, tanto da avere diversi effetti: può stimolare delle emozioni, può calmare e agitare, può persino far bene alla salute; tra tutti questi effetti la musica riesce anche a cambiare la nostra performance durante lo studio.

In materia sono stati condotti numerosi studi per capire come la musica influenzi i risultati del lavoro dello studente, come quello condotto da Hallam, Price e Katsarou del “Institute of Education, University of London”, i ricercatori hanno sottoposto i partecipanti ad un esperimento composto da due parti diverse: la prima parte dell’esperimento era incentrata sulle differenze delle abilità logico/matematiche con o senza musica, mentre nella seconda parte l’interesse venne spostato sull’effetto di diversi tipi di musica sulla memoria. I risultati dell’esperimento evidenziano come, con una musica considerata calma e rilassata, sia i risultati dei test di logica che dei test di memoria fossero migliori rispetto ai gruppi che li eseguirono senza musica. Anche altri studi sembrano confermare la teoria che la musica aiuti a studiare, per esempio lo studio condotto da Annette M. B. De Groot del dipartimento di psicologia dell’università di Amsterdam. Questa ricerca analizzò come la musica classica influisse sull’apprendimento delle lingue; il test venne condotto su due gruppi, uno dei quali studiò con la musica e l’altro senza. Quando il test fu terminato, chi aveva studiato con la musica, ottenne dei risultati migliori.

Ma perché la musica sembra aiutare lo studio?

Una spiegazione di questo fenomeno ce la può fornire Dean Burnett, neuroscienziato ed ex insegnante e ora associato di ricerca onorario presso il Cardiff University Centre for Medical Education. Noi possediamo due tipi di attenzione: conscia ed inconscia. Mentre quella conscia può essere controllata, quella inconscia sfugge al nostro controllo e anche non volendo può spostare la nostra attenzione dall’attività in cui ci stiamo cimentando. Detto questo, Burnett afferma che l’utilizzo della musica aiuta a “neutralizzare” la nostra attenzione inconscia, facendola concentrare sulla musica, invece che lasciarla libera di concentrarsi su altri stimoli che potrebbero farci perdere l’attenzione. Burnett infine aggiunge che la musica migliore per studiare è quella dei videogame, infatti questo tipo di musica è scritta con lo scopo di concentrare il videogiocatore sul gioco e riesce ad intrattenere senza distrarre.

08/10/2019

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