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Una passeggiata senza toccare terra


Proprio recentemente Luca Parmitano, militare e astronauta italiano, ha compiuto la terza passeggiata spaziale della sua carriera, con lo scopo di riparare e aggiornare l’AMS-02, il rilevatore di particelle che è stato installato sulla stazione spaziale al fine di captare i raggi cosmici e ricercare tracce di materia oscura e materia mancante, ossia quelle misteriose particelle che non emettono radiazioni elettromagnetiche e dunque sono quasi invisibili, seppur esistenti.

Ma facciamo un passo indietro; cos’è una passeggiata spaziale? Per “attività extraveicolare” (in inglese “Extra-vehicular activity” - “EVA”), o più comunemente “passeggiata spaziale”, si intende il lavoro fatto da un astronauta nello spazio sia all’interno che all'esterno della sua navicella spaziale (capsula, veicolo o stazione). L'astronauta durante le EVA può essere legato alla navicella (ad esempio con un tubo per l'ossigeno) oppure può essere libero. Per le EVA libere, è indispensabile che vi sia un sistema per rientrare nella navicella, che si chiama "Unità di manovra". Il compito di Luca Parmitano e Andrew Morgan (collega di Luca, ed alla sua quarta esperienza), era quello di intervenire sul sistema di raffreddamento e rimediare ad una perdita di liquido refrigerante: per farlo, i due erano incaricati di tagliare e riconnettere in orbita una serie di cavi elettrici, cavi di trasmissione dati e tubi di raffreddamento.

Una curiosità: gli astronauti che compiono la “passeggiata” non possono utilizzare saponi, deodoranti o altri prodotti per l'igiene nelle 24 ore precedenti: una minuscola goccia potrebbe infatti causare un corto circuito ai molti apparati elettrici ed elettronici del prezioso scafandro che, assieme allo zaino portatile di sopravvivenza, pesa 80 chili.

Secondo il programma di Esa e Nasa, la prima cosa che ha dovuto fare Luca Parmitano è stata raggiungere il braccio robotico della Stazione Spaziale, il Canadarm; un'operazione che ha richiesto circa 15 minuti. Altrettanto è stato il tempo necessario ad AstroLuca per agganciarsi al braccio robotico, che ha dovuto trasportare, in modo davvero acrobatico, fino allo strumento AMS-02 (struttura delle dimensioni di una stanza e pesante oltre sette tonnellate). Il percorso è durato circa venti minuti e l'astronauta lo ha affrontato sospeso sull'estremità del braccio robotico. Complessivamente, quindi, questa prima fase ha impiegato almeno un'ora. Si è conclusa dopo sei ore la passeggiata spaziale di Luca Parmitano. L’astronauta dell’Esa e il collega Andrew Morgan, hanno portato a termine tutte le operazioni in programma in anticipo di circa un’ora rispetto ai tempi previsti e sono rientrati all’interno della Stazione Spaziale Internazionale.

22/11/2019

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