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Chiamarsi Mick


Mick Schumacher, classe 1999, figlio di Michael Schumacher, correrà in Formula Uno a partire dal 2021.
Dopo essere diventato campione della categoria di Formula 2 sulla sua Prema numero 20, a soli quattordici punti dall’altro contendente al titolo Callum Ilott, Mick è finalmente riuscito a coronare il suo sogno e ad arrivare alla tanto ambita Formula 1. Nonostante sia senza dubbio un figlio d’arte, la strada che ha dovuto percorrere per arrivare a correre su una Haas non lascia molto spazio a possibili critiche: Mick ha raggiunto la massima categoria grazie al suo incontestabile talento, alla sua costanza nell’evolversi progressivamente ed al suo impegno, oltre che alla sua abilità nel compiere scelte ponderate. Che poi il suo inconfondibile e intramontabile cognome lo abbiano messo al centro di molte attenzioni è indubbio, ma non è per questo che la sua carriera automobilistica ha preso il volo.
Messo per la prima volta a bordo di un kart all’età di due anni e mezzo dal padre Michael, Mick inizia la sua vera e propria carriera automobilistica nel 2008, correndo con il cognome della madre, per non attirare su di sé troppe attenzioni. Il ragazzo abbandonerà lo pseudonimo “Betsch” solo tra il 2014 ed il 2015. Proprio in quell’anno, correndo adesso con il cognome “Schumacher” e venendo inevitabilmente soprannominato “Mick Junior”, il pilota debutta in Formula 4 con il team Van Amersfoort Racing, per poi passare l’anno successivo al team Prema, che non lascerà mai fino al 2020. Nei cinque anni con la scuderia vicentina, Mick avrà la possibilità di gareggiare con una macchina molto prestazionale in tutte le formule minori, che riuscirà a lasciarsi alle spalle con relativa facilità.
Il 2019 è un anno significativo, poiché Mick entra ufficialmente a far parte della Ferrari Driver Academy, ossia l’accademia per la formazione dei giovani piloti di proprietà proprio della scuderia tanto legata a suo padre Michael.
Grazie all’efficienza dei programmi di formazione piloti ed alle prestazioni più che soddisfacenti della sua monoposto, Mick riesce a rendere manifesto tutto il suo talento durante la stagione di Formula 2 del 2020. Cinque giorni prima del suo trionfo sul circuito del Bahrain e della proclamazione a campione di categoria, il pilota viene annunciato come futuro titolare della scuderia Haas per il 2021. Mick comincia così, dopo quasi dodici anni dalla sua prima gara sui kart, a vedere un sogno realizzarsi.
La scelta del numero per la sua futura monoposto ha una storia molto particolare. Mick ha spiegato più volte che il “47” sia stato scelto poiché è la somma delle date dei compleanni dei membri della sua famiglia ma molti fan, forse i più nostalgici, hanno associato le cifre ai quattro mondiali vinti da Sebastian Vettel, grande amico di famiglia e mentore di Mick, ed ai sette vinti invece da suo padre Michael.
La pressione che Mick sente sulle proprie spalle è, come ci si può facilmente aspettare, enorme: non sono pochi coloro che già lo vogliono paragonare, nel bene e nel male, al vero e proprio fenomeno del padre. Chi invece è più ragionevole preferisce evitare inutili e fuorvianti paragoni con Michael, e si augura che Mick possa raggiungere i suoi obiettivi ed avere successo come individuo singolo.

30/12/2020

Bianca Redaelli

IL BANFO

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