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Benvenuti al cinema


Preparate bibita e pop-corn, accomodatevi e benvenuti al cinema di via Cervello numero 1. Sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. Film mentali e proiezioni di paranoie senza interruzioni, i neuroni lavorano in orario continuato per garantire la vostra visione in qualsiasi momento.
Ah, i film mentali, le “pare”, i momenti in cui ci si incanta e si perde il filo del discorso perché qualche neurone della regia ha deciso che quella parola, quella espressione, quel profumo è perfetto per far partire una puntata di “i momenti migliori di oggi”. Mi sono sempre chiesta cosa fossero tutti quei “cortometraggi” che, volente o nolente, mi ritrovo a vedere e rivedere nella mia mente. Scientificamente si parla di pensiero nevrotico: a volte può essere utile lasciare lavorare la nostra mente che, instancabile, elabora svariate soluzioni a ciò che ci assilla in quel momento; in questo caso è detto funzionale. Il nostro cervello crea scenari diversi e propone dei possibili procedimenti risolutivi. Altre volte, soprattutto quando il problema non è risolvibile, il nostro cervello ne crea un altro per spostare l’attenzione su qualcosa di facilmente superabile, anche se la difficoltà rimane intatta; di conseguenza si incomincia a fare le cosiddette “pare”: pensieri su pensieri che pian piano ci distolgono dalla situazione problematica iniziale per riportarci nella nostra comfort-zone nella quale sappiamo gestire ogni evenienza. In questo caso si chiama pensiero nevrotico disfunzionale.
Ma perché il nostro cervello entra in questa “modalità”? Originariamente serviva per essere sempre pronti a reagire o a fuggire in una situazione di pericolo. Oggi le aggressioni rivolte a noi sono decisamente diverse, meno tangibili fisicamente ma non per questo da sottovalutare, anche perché si sono insinuate nella vita di tutti i giorni: l’ansia per non fallire un esame, l’insicurezza verso sé stessi e le proprie capacità, lo stress di perdere il lavoro… più semplicemente quando ci si trova in situazioni di pericolo o che non possiamo controllare. Quindi la nostra mente si attiva non solo per difenderci da queste “minacce”, ma anche per utilizzare la tensione energetica eccessiva che si viene a creare in queste situazioni elaborando tentativi risolutivi al problema a cui siamo sottoposti.
Tutti siamo capaci per natura di parlare dentro di noi e ricreare immagini e suoni solo con la nostra incredibile, fantasiosa mente. Questo ci permette di “riguardare” i nostri ricordi per evocare le sensazioni di un preciso momento, oppure di fossilizzarci su quell’unica frase poco gentile che ci è stata rivolta sull’autobus e rovinarci la giornata. Il pensiero creativo e l’innato processo di problem-solving che possediamo ci consentono di modificare i nostri comportamenti, adattando e utilizzando al meglio le immagini, i suoni e i pensieri che scorrono consciamente o inconsciamente nella nostra mente. Perciò tutti i ragionamenti che reputiamo inutili e divaganti a volte sono fondamentali perché possiamo dare la giusta risposta, reagire il più velocemente possibile, etc. Non neghiamo: altre volte il nostro cervello potrebbe vincere l’Oscar per tutte le “proiezioni non gradite e portatrici di ansia” in cui ci imprigioniamo, che ci fanno sfuggire un’occasione o fare una figura imbarazzante. Quindi preparatevi, mettevi comodi e buona visione.

04/03/2021

Letizia Fumagalli

IL BANFO

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