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Il buco dell'ozono


Il 16 maggio del 1985 la rivista scientifica Nature pubblicò uno degli articoli scientifici più influenti del secolo. Un gruppo di ricercatori, guidato dal fisico Joe Farman, aveva scoperto che a 22 chilometri di altezza sopra i ghiacci dell’Antartide si era formato un buco nella fascia di ozono, un gas che avvolge la Terra e la protegge dai raggi ultravioletti dannosi del Sole.

L'ozono è un gas che nella stratosfera agisce come un 'filtro solare' per la vita sulla Terra. In quella regione, infatti, protegge il nostro pianeta dalle radiazioni ultraviolette.

Il monitoraggio del buco dell’ozono è fondamentale, in quanto lo strato di ozono stratosferico ha l’importante funzione di fare da scudo e di proteggere il pianeta dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette.

Trent’anni dopo la fascia si sta lentamente ricostituendo.
Negli ultimi trent’anni il buco nell’ozono ha smesso di crescere e si sta lentamente rimarginando. È probabile che ci vorranno decenni per comprendere esattamente quali e quanti danni ha causato. Il fatto che il buco fosse aperto su un territorio sostanzialmente disabitato come l’Antartide ha probabilmente evitato molti danni, ma nei momenti in cui è stato più largo i suoi bordi sono arrivati a sfiorare Australia, Nuova Zelanda e Cile. L’aumento dei raggi UV potrebbe aver avuto conseguenze per le popolazioni locali, come un aumento delle scottature solari e dei tumori della pelle.

Dopo il suo rimpicciolimento nel 2019 ritorna purtroppo a farsi sentire il problema.
Il fenomeno quest'anno è stato causato da un vortice polare forte, stabile e freddo.

Tra le cause c’è anche l’utilizzo prolungato da parte dell’uomo di specifici composti chimici: gli alocarburi, cioè emissioni prodotte dai processi industriali.

Nel 1987 la comunità internazionale firma a Montréal un “Protocollo sulle sostanze nocive per l’ozono atmosferico” con l’obiettivo di abbattere la produzione e il consumo di sostanze che distruggono l’ozono in atmosfera e preservare così l’integrità dell’ozonosfera.

Considerato il più grande successo riguardante la tutela e difesa dell’ambiente nella storia delle Nazioni Unite, il Protocollo di Montréal è il primo trattato internazionale ad aver riunito tutti i Paesi del mondo.

28/10/2021

Sabrina Baeli

IL BANFO

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